Tra le molte sfaccettature legate al complesso tema del tempo, scelto come filo conduttore del 63° Festival, trova posto anche quella della memoria. Nella storia di Nuova Consonanza, infatti, la sperimentazione e la ricerca non hanno mai escluso il confronto con un passato più o meno lontano, instaurando con esso un dialogo continuo fatto di riscritture, riletture e rielaborazioni.
Il concerto inaugurale del Festival si lega a un doppio anniversario particolarmente significativo per la storia dell’associazione: ricorrono infatti i cento anni dalla nascita di due dei suoi soci fondatori, Franco Evangelisti e Mauro Bortolotti. Due figure per certi versi antitetiche: più concettuale e utopico Franco Evangelisti, in sintonia con le visioni più agguerrite dell’Avanguardia musicale; più nel solco della grande tradizione musicale Mauro Bortolotti, sempre in ‘ascolto’ delle esigenze espressive che nel tempo sono emerse. A loro è interamente dedicato il programma, che ripercorre, attraverso una selezione di brani, una stagione particolarmente vivace della musica del secondo Novecento, che va dal fermento degli anni Cinquanta alla fine del secolo.
| Franco Evangelisti |
Aleatorio (1959) per quartetto d’archi |
| (1926-1980) |
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Proporzioni (1958) strutture per flauto solo |
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Spazio a 5 (1959-61) |
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per quattro gruppi di percussioni, voci e accorgimenti elettronci+ |
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| Mauro Bortolotti |
Nell'impoetico mondo (1989) per soprano e sei strumenti |
| (1926-2007) |
testo di Edoardo Sanguineti |
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Canzon e finale “per Egisto” (1993) per flauto solo |
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Sonetti licenziosi (1992)per soprano e sei strumenti |
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su versi di Dacia Maraini |
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Lento e scherzo (2007) per trio d'archi |
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Contre 2 (1965-67) vocalizzo per soprano e strumenti |
Felicita Brusoni soprano
Evo Ensemble
Vittoria De Vincentiis, Ludovica Perna, Teresa Varelli, Ervin Dos Santos, Emanuele Gizzi performer vocali
Virginia Guidi Maestro preparatore dell’ensemble e coordinamento
Ervin Dos Santos vice-coordinatore
Blow-up Percussion
Flavio Tanzi, Aurelio Scudetti, Pietro Pompei, Alessio Cavaliere
PMCE Parco della musica Contemporanea Ensemble
Tonino Battista direttore
Nicola Bernardini live electronics

Instancabile promotore di iniziative, più volte presidente e ideatore di importanti esperienze musicali, come ad esempio il Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza, Franco Evangelisti ha contribuito negli anni in modo sostanziale allo sviluppo e alla definizione dell’identità artistica dell’associazione. Di Evangelisti vengono proposti tre lavori da camera, perfettamente rappresentativi del clima culturale che, sul finire degli anni Cinquanta, avrebbe portato alla nascita di Nuova Consonanza. Con Aleatorio, composto nel 1959, Evangelisti fa dell’indeterminazione un principio della scrittura musicale scegliendo il più tradizionale degli organici, il quartetto d’archi. Quest’ultimo diventa uno spazio aperto, nel quale la successione degli eventi non è rigidamente predeterminata e le scelte degli interpreti assumono un ruolo decisivo. In una forma estremamente concisa ma non priva di indicazioni, Evangelisti mette così in discussione l’idea di opera come struttura compiuta e immutabile. Il risultato è una musica mobile, affidata alla possibilità e all’interazione tra i quattro strumenti.
Anche in Proporzioni – strutture per flauto solo (1958), concepito per l’abilità performativa del flautista Severino Gazzelloni, Evangelisti esplora le possibilità espressive dell’alea: l’esecutore percorre liberamente, ma con regole date, la scacchiera musicale visionaria che costituisce la partitura. L’opera si compone di 12 blocchi di strutture, ognuna composta da 4 combinazioni di suoni, segnate con diverso colore e che, in alcuni casi, si configurano come varianti reciproche.
Spazio a 5 (1959-61) si muove nella stessa direzione: quattro gruppi di percussioni e le voci costruiscono un materiale sonoro fondato su impulsi, fonemi e timbri, al di fuori della dimensione tradizionale del canto. Anche lo spazio assume un ruolo nella composizione, mettendo in relazione le diverse fonti sonore e contribuendo alla variabilità dell’opera. La scrittura lascia così spazio a diverse possibilità esecutive, nelle quali elementi predeterminati e possibilità di trasformazione concorrono alla definizione della forma.
La seconda parte del programma è dedicata alla produzione di Mauro Bortolotti, figura di rilievo nel dibattito musicale del secondo Novecento e tra i protagonisti dell’attività di Nuova Consonanza, di cui fu presidente in due periodi. Tre dei brani di Bortolotti eseguiti testimoniano il ruolo centrale che il rapporto tra parola poetica e musica assume nella sua produzione, fino a costituire una cifra stilistica peculiare. Un momento significativo di questo percorso è rappresentato da Contre 2, composto per la voce di Michiko Hirayama, che lo eseguì per la prima volta al 4° Festival di Nuova Consonanza nel 1967. In Contre 2, il soprano non canta un vero e proprio testo, ma esplora un ampio repertorio di suoni e fonemi, senza tuttavia rinunciare del tutto a isolate articolazioni verbali. Particolarmente interessante è il rapporto con l’ensemble strumentale, che sembra quasi inseguire e assecondare le peculiarità della voce, dando vita a un singolare impasto timbrico.
In Nell’impoetico mondo (1989) Bortolotti si confronta con i versi di Edoardo Sanguineti, uno dei suoi poeti più amati. Il testo poetico, lontano da ogni dimensione lirica tradizionale, diventa parte di una scrittura che ne frammenta e trasfigura la dimensione fonica. Ne emerge un sistema sonoro denso e articolato, in cui il significato della parola si intreccia alla sua stessa consistenza acustica.
Il titolo dei Sonetti licenziosi (1992) nasce dalla collaborazione tra il compositore e Dacia Maraini, autrice dei testi, e richiama esplicitamente Pietro Aretino, poeta “licenzioso” per antonomasia. La scrittura musicale è caratterizzata dalla ricorrenza di cellule ritmico-melodiche e, al tempo stesso, da asprezze armoniche e timbriche che sembrano in qualche modo alludere all’audacia delle brevi poesie.
Accanto a questi lavori, nei quali la voce assume un ruolo determinante, il programma presenta due composizioni strumentali, riconducibili alla produzione più tarda di Bortolotti. Composto nel 1993 per flauto in sol, Canzon e Finale “per Egisto” nasce come omaggio a Egisto Macchi. Il brano fu eseguito per la prima volta nello stesso anno, nell’ambito dell’Omaggio a Egisto Macchi organizzato dal 30° Festival di Nuova Consonanza a un anno dalla morte del compositore.
Lento e scherzo nasce nel 2007 come omaggio a Carlo Marinelli, in occasione del suo ottantesimo compleanno. La musica è fatta di memoria e affetti, ricca di accenni e richiami, leggera e profonda al tempo stesso. Ultimo lavoro composto da Bortolotti, il brano è articolato in due tempi e sembra quasi suggellare, attraverso la musica, il legame tra memoria e affetti, lasciando affiorare un senso di commiato.

In collaborazione con Fondazione Isabella Scelsi, Fondazione Musica per Roma
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