Proveniente da Parigi, l’ensemble Multilatérale si è affermato come una delle formazioni di riferimento per la musica sperimentale del nostro tempo, distinguendosi per un’identità poliedrica e per l’apertura costante a nuove collaborazioni artistiche. Il programma esplora le potenzialità di due strumenti piuttosto inusuali – il flauto contrabbasso e il clarinetto contrabbasso – e del loro relazionarsi con l’elettronica. La ricerca timbrica condotta su questi strumenti trova un importante precedente in A Pierre. Dall’azzurro silenzio, inquietum di Luigi Nono, dedicato a Pierre Boulez e composto esattamente quarant’anni fa. In questo lavoro, Nono indaga a fondo le potenzialità del suono e della sua elaborazione elettronica attraverso la sperimentazione di diverse tecniche di emissione e di disposizione del suono nello spazio. Il concerto è arricchito da due prime esecuzioni assolute di Silvia Lanzalone e Nicoletta Andreuccetti.
| Yann Robin (1974) |
Art of Metal II (2007) |
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per clarinetto contrabbasso ed elettronica |
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| Luigi Nono (1924-1990) |
A Pierre. Dell’azzurro silenzio, inquietum (1985) |
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a più cori, per flauto contrabbasso, clarinetto contrabbasso e live electronics |
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| Nicoletta Andreuccetti |
Respiri, silenzio* (2025) |
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per flauto contrabbasso e live electronics |
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Computer music design: Tommaso Rosati |
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| Silvia Lanzalone (1970) |
inquietum* (2025) |
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per flauto contrabbasso, clarinetto contrabbasso ed elettronica |
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| Eva Reiter (1976) |
Konter (2009) |
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per flauto contrabbasso ed elettronica |
Ensemble Multilatérale
Matteo Cesari flauti, Alain Billard clarinetti
Pierre Carré elettronica
* prima esecuzione assoluta
Dall’azzurro silenzio, inquietum di Luigi Nono, dedicato a Pierre Boulez e composto esattamente quarant’anni fa. In questo lavoro, Nono indaga a fondo le potenzialità del suono e della sua elaborazione elettronica attraverso la sperimentazione di diverse tecniche di emissione e di disposizione del suono nello spazio. Fondamentali per la composizione del brano furono le collaborazioni con Roberto Fabbriciani e Ciro Scarponi, interpreti della prima esecuzione del 1985, avviate da Nono nel corso degli anni precedenti. Elemento chiave di A Pierre è l’esplorazione della ricchezza timbrica dei due strumenti, condotta mettendo in relazione il suono acustico con il live electronics, in modo da creare una fascia sonora omogenea e difficilmente distinguibile.
Negli altri brani in programma, le possibilità espressive del flauto contrabbasso e del clarinetto contrabbasso sono indagate da diversi punti di vista: Yann Robin si sofferma sulle particolarità timbriche di un clarinetto contrabbasso interamente metallico, mentre Eva Reiter elabora un vero e proprio alfabeto sonoro per dar voce al dialogo tra il flauto contrabbasso e l’elettronica. I brani di Silvia Lanzalone e Nicoletta Andreuccetti, entrambi in prima esecuzione, approfondiscono il rapporto tra strumenti e modelli elettronici. Nel primo caso, le suggestioni dal brano di Nono sono sviluppate in una nuova veste mediante dei sistemi algoritmici e risemantizzate su temi del nostro tempo; il lavoro di Nicoletta Andreuccetti utilizza invece la tecnica del physical modelling, grazie alla quale si instaura un particolare equilibrio tra il suono acustico e tecnologia che si sofferma sulla dimensione del respiro.
Art of Metal II, per clarinetto contrabbasso metallico ed elettronica in tempo reale, fa parte di un ciclo dedicato a questo strumento ed è il risultato di una collaborazione con Alain Billard, clarinettista e solista dell’Ensemble Intercontemporain. Se il primo brano del ciclo mette lo strumento in dialogo con un ensemble di diciassette musicisti, questo secondo pezzo lo confronta con un dispositivo elettronico. L’ultimo, Art of Metal III, riunisce invece lo strumento, l’ensemble e l’elettronica.
Il filo conduttore del progetto è un approccio metaforico alle caratteristiche spesso attribuite al metallo, una lega che è sinonimo di forza, potenza, solidità, energia, brillantezza, splendore. Lo strumento stesso è interamente metallico: per l’occasione, la Selmer ha realizzato appositamente un bocchino in metallo per sostituire quello abituale in ebanite.Un altro elemento distintivo della composizione è rappresentato dal suono generato dall’emissione della voce all’interno del clarinetto. Questa combinazione produce perturbazioni e altera in modo significativo il timbro dello strumento. La voce viene utilizzata sia cantata sia urlata: le grida amplificano la distorsione e la saturazione, mentre i timbri sembrano frantumarsi, esplodere e sprigionare un’energia violenta. Il tutto è ulteriormente potenziato dall’elettronica, che immerge l’ascoltatore nel cuore del suono attraverso un sistema di spazializzazione capace di modificare virtualmente i parametri acustici della sala e, di conseguenza, la percezione stessa dell’ambiente sonoro.
Yann Robin
Konter (2009) per flauto contrabbasso ed elettronica
Elemento caratterizzante di Konter è l’utilizzo del flauto come un vero e proprio megafono, nel senso letterale del termine. Tutti i tratti percussivi sono organizzati secondo regole che seguono un alfabeto sonoro definito prima della composizione. Nel corso del brano, i diversi frammenti vengono gradualmente connessi attraverso regole “ortografiche”, fino a formare vere e proprie parole o sillabe sonore. La parte del flauto è stata elaborata traendo ispirazione da estratti di testi di Rolf Dieter Brinkmann, autore cui faccio riferimento anche in altre mie composizioni. Il titolo Konter fa riferimento a una “scena di combattimento”: si assiste a uno scambio di colpi tra lo strumento dal vivo e l’elettronica, caratterizzato da una manifestazione vocale dell’interprete sempre più articolata e da una densità, una dinamica e un’energia crescenti. Il termine konter indica un contrattacco rapido. Si tratta di una tecnica difensiva attiva: si respinge un avversario sorprendendolo, durante il suo movimento d’attacco, con un colpo potente quasi simultaneo. Eva Reiter
inquietum (2025) per flauto contrabbasso, clarinetto contrabbasso ed elettronica
inquietum è il presente lacerato, attraversato da guerre, genocidi, esodi forzati, silenzi imposti: quiete negata, ma anche ascolto aperto e vigile, tensione verso l’ignoto, attesa del futuro.
La composizione del brano inquietum è realizzata a partire da elementi – suggestioni, processi di elaborazione, tecniche e frammenti sonori – tratti dal brano A Pierre. Dell’azzurro silenzio, inquietum di Luigi Nono. Tecniche esecutive come misture variabili di suono e respiro, suoni “eolien”, armonici, cluster e “suoni ombra”, costituiscono il materiale iniziale da cui prende vita e si sviluppa la partitura strumentale; algoritmi di elaborazione come delay, harmonizer, filtri e riverberi sono inseriti all’interno di una più articolata architettura, rivolta ad ottenere trasfigurazioni e lacerazioni del materiale sonoro. Il brano inquietum, seconda realizzazione di Xdroid, un progetto rivolto alla creazione di sistemi algoritmici in grado di dialogare autonomamente con gli strumenti acustici tradizionali, è stato commissionato da Nuova Consonanza, realizzato presso il Centro Ricerche Musicali CRM ed è dedicato alle vittime di tutte le guerre. Silvia Lanzalone
Respiri, silenzio (2025) per flauto contrabbasso e live electronics
Il brano esplora l’incontro tra il respiro del flauto contrabbasso e quello digitale del physical modelling, in un dialogo che rivela un organismo liminale, sospeso tra umano e tecnologico.
Inspirazione ed espirazione, in equilibrio tra corpo e macchina, generano sospensioni inattese: ritmi che abitano la soglia tra presenza e assenza, tra memoria incarnata – eco del tempo interiore – e ciò che lentamente si ritira. Nicoletta Andreuccetti

in collaborazione con Azienda Speciale Palaexpo - Il Mattatoio Roma
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