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Concerto
18/12/2021
21:01
Mattatoio - La Pelanda

Trio HETK

Descrizione

 

Tatjana Kozlova-Johannes (1977) To Sing a Song Before the Night Comes** (2020)
  per flauto, clarinetto basso e pianoforte
   
Tobias Klein (1967) Curved** (2021) per pianoforte solo 
   
Mark Barden (1980) Personae (2009) per flauto basso e clarinetto basso 
   
Roberto Mongardini (2000) Nox* (2021) per flauto, corno di bassetto e pianoforte
   
Jonathan Harvey (1939-2012) The Riot (1993) per flauto, clarinetto basso e pianoforte 
   
   

HETK
Tarmo Johannes flauto, Fie Schouten clarinetto basso e corno di bassetto, Taavi Kerikmäe pianoforte/synth

 

in collaborazione con Cultural Endowment of Estonia e con Azienda Speciale Palaexpo - Il Mattatoio di Roma

 

Capita anche a voi di immaginare una sorta di “storia” dietro un programma di concerto?

Sì, una drammaturgia sottesa e manifestata dalle parole dei titoli, dalle date vicino i nomi dei compositori e, soprattutto, da ciò che ricordiamo di aver ascoltato. A me capita ogni volta…

Ecco il programma di questa sera!

Mi piace il fatto che si inizi da una “canzone”, cantata sul filo della notte. Magari la Kozlova-Johannes non ci propone proprio la canzone che ci aspettiamo, ma To Sing a Song Before the Night Comes è più un ricordo di quella stessa canzone. Nel ricordo si innestano elementi eterogenei, anche straniati, che restituiscono una realtà sempre in bilico tra ciò che ci appartiene e ciò che non ci appartiene più. Klein anche ha forse pensato di far convivere tali due dimensioni nella sua Curved, dove si incontrano ritmi e ricordanze jazz con uno sviluppo lineare che sorprendentemente ci riconduce a una situazione di comfort.

Non è ancora scesa la notte: luce e oscurità si alternano per accogliere Personae di Barden. Ho ascoltato questa composizione qualche mese fa, tramite YouTube. Me lo ricordo bene perché dalle sole casse del mio pc non riuscivo bene a percepire ciò che gli strumenti stavano eseguendo: ricordo soffiati, armonici, “frullati”, slap tongue, spesso sul pianissimo o sulla soglia dell’udibile. Così ho preso la mia cuffia migliore e desiderato tanto di poter godere di quella ricchezza di suono dal vivo. Questa è una vera e propria discesa nell’intimità del suono, del silenzio e, sicuramente, della stessa persona attraverso un’indagine sulle sue capacità di ascolto.

Ora la luce sparisce e si inserisce, non a caso, il tema della notte. Qui trovo due composizioni che non conosco…ah, ecco perché; quella di Mongardini è una prima assoluta: Nox. Oltre alla personificazione della notte stessa, Nox è una divinità, figlia del caos e madre del giorno e lo stesso compositore ci rivela che “Nox aveva il compito di nascondere nel buio chi fuggiva nella notte espresso tramite un insieme di sonorità cupe. In assenza di luce, l’unico mezzo è l’udito”. Notte fonda, quindi: avevo ragione.

Giunti alla fine, so però cosa aspettarmi da The Riot. Anni fa rimasi incantato dalla varietà di figure ritmiche impiegate dal compositore e dal vigore dell’interazione che riesce a far sprigionare attraverso le parti dei singoli strumenti. Con Harvey abbiamo un finale, in un caos finemente controllato, che ci conduce docilmente e inesorabilmente in una calma antica e cupa, nel cuore della notte. E a noi non non resta che creare spazio in questa oscurità, per accogliere i suoni e i silenzi che ci son stati donati.

Sono un amante di giocare un po’ con i programmi da concerto, per trovarci dentro delle storie sottese: forse perché da piccolo lo facevo con mio padre. Però, ora che ci penso, probabilmente è anche grazie a questo passatempo che son rimasto vicino alla “musica contemporanea” e di ricerca. Sì, perché la musica degli ultimi decenni è animata da un forte impulso insiemistico che ne rende l’interpretazione e la comunicazione non di rado particolarmente difficoltosa. A volte quindi “essere didascalico” mi aiuta; mi aiuta a ripercorrere un flusso di pensieri, evidenziando così, di volta in volta, dei fili narrativi in grado di guidare il mio ascolto.

Per questo motivo, generalmente, non trovo difficile parlare di un programma di concerto di questo tipo. O, meglio, non risulta difficile parlarne se il concerto e il repertorio sono stati pensati da qualcuno che ha già compiuto il grosso del lavoro.

E se in questa notte si riuscisse veramente a vedere e ascoltare più lontano?

Ludovico Peroni

 

*Nox – prima esecuzione assoluta

Prende origine dalla mitologia romana e ripropone le sensazioni di smarrimento generate dalla Dea della notte. Nox aveva il compito di nascondere nel buio chi fuggiva nella notte espresso tramite un insieme di sonorità cupe. In assenza di luce, l'unico mezzo è l'udito.

 

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Informazioni

Mattatoio – La Pelanda
piazza Orazio Giustiniani, 8


Biglietto
intero € 12
ridotto € 8

Abbonamenti al Festival
sostenitore € 200
intero € 90
ridotto € 65
speciale € 30
E' possibile acquistare l'abbonamento direttamente al botteghino