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Concerto
15/11/2026
18:00
Teatro Palladium

Note Costituenti
a 80 anni dall’Assemblea Costituente

Descrizione

Primo concerto del Progetto Humanitas, vincitore del Progetto Speciale del Ministero della cultura, dedicato all’80° anniversario dell’insediamento dell’Assemblea Costituente.

Il programma intreccia diversi fili che attraversano epoche, linguaggi e geografie. Dalla musica russa e sovietica di Šebalin e Schnittke ai nuovi lavori di Alessandra Ravera, Carla Magnan e Marcello Panni, il passato incontra il presente attraverso diverse forme di scrittura. Al centro, il tema della memoria, come traccia, radice e trasformazione, capace di mettere in relazione tempi e linguaggi diversi.

Vissarion Jakovlevič Šebalin Concertino, op. 14 n. 1 (1932)
(1902-1963) per violino e orchestra d’archi
  1. Allegro
2. Largo e cantabile
3. Allegro non troppo
   
Alessandra Ravera Sentiero della Memoria* (2026)
(1977) nuova versione per orchestra d’archi
   
Carla Magnan Radici* (2026)
(1968) per orchestra d’archi
   
Marcello Panni La mer anémique* (1976/2026)
(1940) dai Quaderni dell'Argonauta, per orchestra d'archi ad libitum,
  con proiezioni d'un video e voce registrata di Giorgio Agamben
   
Alfred Schnittke Concerto per pianoforte e orchestra d’archi (1979)
(1934-1998)  

 

Maria Andreeva violino e pianoforte
Roma Tre Orchestra
David Daubenfeld direttore

 

*prima esecuzione assoluta

Composte a distanza di quasi mezzo secolo, le opere di Šebalin e Schnittke testimoniano, in modi profondamente diversi, il difficile rapporto tra ricerca artistica e ideologia nell’Unione Sovietica. Il Concertino di Šebalin appartiene agli anni Trenta, in un periodo in cui la vita musicale sovietica era sottoposta a un crescente controllo ideologico. La vicenda dello stesso compositore, colpito nel 1948 dalla campagna zdanoviana contro le arti, testimonia la fragilità della posizione dell'artista di fronte ai mutamenti del potere. In Schnittke, invece, il dissenso assume forme più direttamente legate alla libertà del linguaggio: la sua ricerca sperimentale e il ricorso a una pluralità di stili entrarono in contrasto con i canoni estetici ufficiali, e molte sue opere furono ostacolate dalle istituzioni sovietiche. Il Concerto per pianoforte e orchestra d'archi del 1979 si colloca dunque in quella stagione di ricerca nella quale il compositore elabora un linguaggio personale, lontano da ogni uniformità stilistica.
A questa memoria si affianca quella civile dei tre lavori italiani presentati in prima esecuzione. Sentiero della Memoria di Alessandra Ravera, Radici di Carla Magnan e La mer anémique di Marcello Panni guardano al passato da prospettive differenti, ma condividono una riflessione sul rapporto tra memoria individuale e memoria collettiva. I tre lavori si inseriscono inoltre nelle iniziative dedicate agli ottant'anni dall'elezione e dall'insediamento dell’Assemblea Costituente, che nel 1946 avviò il percorso destinato a portare alla nascita della Costituzione italiana. L'Assemblea fu eletta il 2 giugno 1946 e tenne la sua seduta inaugurale il 25 giugno; la Costituzione sarebbe stata poi approvata il 22 dicembre 1947, promulgata il 27 dicembre ed entrata in vigore il 1° gennaio 1948. In questo orizzonte, la memoria diventa un filo che lega il passato al presente, mettendo in relazione esperienze, storie e linguaggi diversi.

Sentiero della Memoria
Questo lavoro è dedicato a coloro che se ne sono andati. È un’invocazione che si fa musica e raccoglie in sé il peso delle assenze e la leggerezza dei momenti vissuti. Sentiero della Memoria non è un lamento per ciò che è perduto. È un’esplorazione, a tratti malinconica e a tratti luminosa, dei sentieri che il ricordo traccia nel cuore: un pellegrinaggio interiore in cui ogni nota è un passo su una via non sempre facile, eppure preziosa.
Nel contesto di questo concerto il brano si apre anche a un’altra memoria, quella collettiva. Ottant'anni fa l'Assemblea Costituente si riuniva per la prima volta, dopo una guerra che aveva lasciato dietro di sé un numero immenso di assenze. La Costituzione nasce anche da loro, da chi non c'era più e il cui ricordo chiedeva che quel dolore non fosse stato vano. Il rispetto della dignità di ogni persona e il rifiuto della guerra come strumento di offesa sono, in fondo, una forma di memoria che si fa impegno.

Alessandra Ravera

Radici
Il brano nasce dall’idea di raccontare, attraverso la musica, il cammino che ha portato alla nascita della Costituzione italiana. Il brano si ispira alle riunioni, ai confronti e alle discussioni che accompagnarono i lavori dell’Assemblea Costituente: persone con idee, esperienze e visioni diverse, chiamate a confrontarsi dopo un periodo drammatico della storia del nostro Paese. Non sempre fu facile trovare un punto d’incontro, ma proprio dal dialogo, dall’ascolto e dalla ricerca di valori condivisi prese forma un testo destinato a diventare una delle fondamenta della Repubblica.
Il titolo RADICI richiama ciò che sta sotto la superficie, ciò che sostiene e dà forza. La nostra Costituzione può essere immaginata proprio come un albero: ha radici profonde, affondate nella storia, nelle sofferenze e nelle esperienze che hanno preceduto la nascita della Repubblica; ha un tronco solido, rappresentato dai principi fondamentali che tengono insieme la comunità; e ha rami che si sviluppano nel tempo, perché una Costituzione non è qualcosa di immobile, ma un punto di riferimento capace di accompagnare una società che cambia.
Come un albero, anche la Costituzione ha bisogno di radici forti per poter crescere. Le sue radici sono la memoria della nostra storia e i valori conquistati attraverso il confronto e la partecipazione: la dignità della persona, la libertà, l’uguaglianza, il lavoro, la solidarietà e la democrazia. Il tronco rappresenta ciò che ci unisce, mentre i rami possono simboleggiare le diverse libertà, i diritti e le possibilità attraverso cui quei principi prendono forma nella vita quotidiana.
Anche la musica del brano prova a seguire questa immagine: parte dalle radici, profonde e a volte oscure, attraversa il tronco del confronto e della costruzione comune, per poi aprirsi verso i rami, come simbolo di una società che guarda al futuro. RADICI vuole così essere non soltanto un omaggio alla nascita della Costituzione, ma un invito a ricordare che ogni albero vive grazie alle proprie radici. Allo stesso modo, conoscere la storia e i valori da cui nasce la nostra Costituzione significa comprendere ciò che sostiene ancora oggi la nostra comunità e ciò che ci permette di continuare a crescere.

Carla Magnan

La mer anémique
Il mare è sempre stato simbolo di libertà, di infinito, di mobilità, di eternità.
Negli ultimi tempi il mare è divenuto invece luogo di conflitti, tragedie, di guerre sanguinose, di morti innocenti, di annegati. Sempre più simile al mare di mattoni in cui navigano le barchette a remi di De Chirico e Savinio, in stanze chiuse e opprimenti. Mare anemico e senz'acqua. Questo volevo evocare col mio brano di arte povera, nel lontano 1976, nella mia opera La Partenza dell'Argonauta da Savinio. Il brano poi fu tagliato per mancanza di un’orchestra d'archi e sostituito da una vasca piena d'acqua stantia e di anguille nella buca d'orchestra. Il mare qui ci sarà, ma in un banalissimo video.

Marcello Panni

 

 

in collaborazione con Fondazione Roma Tre - Teatro Palladium, Roma Tre Orchestra

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Informazioni

15/11/2026 - ore 18.00
Teatro Palladium
piazza Bartolomeo Romano 8

COME ARRIVARE
Metro B Garbatella
Autobus 670, 715, 669

 

BIGLIETTI
intero 15€
ridotto 10€ (over 65, studenti, abbonati Accademia Santa Cecilia, RomaEuropa)