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Concerto
29/11/2025
21:00
Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone

Marco Stroppa

Descrizione

Il concerto è dedicato a Marco Stroppa, docente del workshop di composizione DeMusica 2025. Compositore, ricercatore e didatta, Stroppa ha indagato il suono da molteplici prospettive, sperimentandone le potenzialità ad esempio in relazione all’elettronica, alla spazializzazione o ai processi percettivi.Il PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble ne interpreta alcune delle composizioni recenti per strumento solista ed ensemble

Marco Stroppa (1959)   Il peso di un pensiero (2015) riflessioni per viola sola
  I.Famelico
II.Amoroso, sognante
III.Elettrizzato
IV.Rivoltato
V.Inerme
   
  From Needle's Eye (1996-97, rev. 2014)
  per trombone solista, doppio quintetto battente e percussioni 
  I.Polished
VI.Silentlyboundless
VII.Cracking (come un turbinio di irrefrenabili danze)

 

 

Benny Sluchin trombone solista
Alessio Toro viola solista
PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble
Francesco Checchini flauto, Fabio Bagnoli oboe, Paolo Ravaglia clarinetto, Marco Dionette fagotto, Marco Venturi corno, Andrea Di Mario tromba, Luigino Leonardi trombone, Davide Borgonovi tuba, Flavio Tanzi percussioni, Alessio Toro viola, Diego Di Paolo contrabbasso
Tonino Battista
direttore

 

Il concerto è dedicato a Marco Stroppa, docente del workshop di composizione De Musica 2025. Compositore, ricercatore e didatta, Stroppa ha indagato il suono da molteplici prospettive, sperimentandone le potenzialità ad esempio in relazione all’elettronica, alla spazializzazione o ai processi percettivi. Questa propensione nasce da un percorso formativo e professionale internazionale che ha contribuito a definire il suo approccio interdisciplinare alla composizione. Particolarmente significativi, in tal senso, si sono rivelati gli studi nei campi dell’informatica e della psicologia cognitiva, così come le attività svolte presso il Centro di Sonologia Computazionale di Padova e, su invito di Pierre Boulez, all’IRCAM di Parigi, dove ha diretto la ricerca musicale tra il 1987 e il 1990. Negli anni, Stroppa ha sviluppato un repertorio ampio e variegato, che abbraccia sia la musica acustica che quella elettronica, passando per opere spazializzate, radio-opere e teatro musicale. Il PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble interpreta due sue composizioni recenti per strumento solista e per strumento solista ed ensemble: Il peso di un pensiero, riflessioni per viola sola, e From Needle’s Eye, per trombone solista, doppio quintetto e percussioni.

Il peso di un pensiero, lavoro composto nel 2015, è articolato in una serie di brevi brani, ciascuno con un carattere distintivo: 1. Famelico, 2. Amoroso, sognante, 3. Elettrizzato, 4. Rivoltato e 5. Inerme. Stroppa sceglie come punto di partenza l’omonimo saggio di Jean-Luc Nancy, Le poids d’une pensée, l’approche (2008), nel quale il filosofo indaga la natura stessa dell’atto di pensare e il modo in cui un pensiero prende forma, pesa e si approssima alla nostra esperienza. I brevi pezzi che compongono il lavoro di Stroppa si distinguono per tratti stilistici peculiari e abbracciano un’ampia gamma di timbri, modalità d’emissione e registri.

From Needle’s Eye fa parte di quel ciclo di lavori che Stroppa ha realizzato ispirandosi alla poesia di William Butler Yeats (All the stream that’s roaring by / Came out of a needle’s eye; / Things unborn, things that are gone, / From needle’s eye still goad it on). Articolato in cinque brevi movimenti per trombone ed ensemble, la sua composizione è iniziata nel 1996 e successivamente è stata ripresa nel 2007 con una revisione. Fondamentale per la sua realizzazione è stato il confronto con Benny Sluchin, trombonista dell’Ensemble Intercontemporain e interprete della prima esecuzione, grazie al quale è stato possibile approfondire le ampie potenzialità espressive del trombone a partire dalle tecniche esecutive. Nel brano, come spiega lo stesso compositore, «gli interpreti sono spazializzati: al centro, davanti, si colloca il trombone solista; a sinistra e a destra due quintetti “battenti” (alla maniera dei doppi cori veneziani) posizionati in profondità; al centro, sul fondo, un percussionista. Ogni quintetto comprende uno strumento a corda, due legni e due ottoni, scelti in modo da dare loro un carattere diverso: morbido vellutato (sinistra) o aspro e incisivo (destra)». La fase di riscrittura ha riguardato la cura del posizionamento di ogni suono nello spazio, per creare ad esempio «opposizioni di volumi, di giochi canonici spaziali o diversi movimenti dello stesso materiale. Il trombone solista è usato come un personaggio musicale dai molti volti: leggero, aggraziato, malizioso, furbo, serio, drammatico, eccentrico, appassionato, subdolo e così via. La forma dell’opera è costruita attorno a un percorso attraverso questi caratteri giocando su diversi modi di presentarli e giustapporli» (M. Stroppa).

in coproduzione con Fondazione Musica per Roma
in collaborazione con Accademia Tedesca Roma Villa Massimo

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Informazioni

29/11/2025 - ore 21
Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
Teatro Studio Gianni Borgna

viale Pietro de Coubertin 30

COME ARRIVARE
Metro A Flaminio + tram 2// Autobus 168, 910, 982, n3d, n3s

BIGLIETTI:
intero 15€
ridotto 10€ (over 65, studenti, abbonati Accademia Santa Cecilia, RomaEuropa)