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Concerto
17/12/2026
20:30
Mattatoio La Pelanda

Fleeting Moments

Descrizione

Fleeting Moments (Momenti Fugaci) racconta del tempo inesorabile e del suo scorrere veloce. Nei diversi quadri temporali proposti è fugace il momento che ci inchioda alla brevità: all’assaporare un piccolo miracolo o all’insinuarsi ansiogeno del desiderio di maggiore intensità nel tempo che ci è dato abitare. 

 

Maurizio Tedde Venus Station (2022)
(1996) per ensemble ed elettronica
   
Carmen Fizzarotti The fluid rhythm of the resonance* (2026)
(1992) per flauto, violino, percussioni e pianoforte
   
Rebecca Saunder Vermilion (2003)
(1967) per clarinetto, chitarra elettrica e violoncello
   
Fausto Romitelli Domeniche alla periferia dell’impero (1996–2000)
(1963-2004) per flauto, clarinetto, violino e violoncello
   
Mauro Lanza The Lincolnshire Poacher (2022)
(1975) per sei strumenti ed elettronica

 

Opificio Sonoro
Andrea Biagini flauto
Raffaella Palumbo clarinetto
Sara Mazzarotto,violino
Stefano Bruno, violoncello
Laura Mancini, percussioni
Filippo Farinelli, pianoforte
Francesco Palmieri, chitarra elettrica
Giuseppe Silvi, elettronica
Matteo Cesari, direzione

 

Nell’estatica stazione di Venere realizzata da Maurizio Tedde, l’ensemble si specchia su un’elettronica dal sapore cosmico; l’estasi si contorce di tanto in tanto e, quando s’interrompe improvvisa, la vanità si dissolve in un battito di ciglia. Il tempo di Carmen Fizzarotti, in questa prima esecuzione assoluta commissionata dal Festival di Nuova Consonanza, è quello fisiologico del respiro, della cadenzata alternanza tra tensione e distensione di un corpo che, dopo la concitazione dello sforzo, ricade stanco e sfibrato al suolo. Rebecca Saunders ci restituisce l'immagine sonora del tempo contemplativo, nella muta ammirazione di un affresco il cui antico ardore affiora appena, consunto dalla luce, in frammenti sospesi nel silenzio come polvere di cinabro nell'aria prima di posarsi. Il "domestico domenicale" romitelliano dipinge il tempo dell’indolenza. Alle periferie è lasciata la frustrazione dello star lontano dai palchi: la commiserazione dell’inesorabile impotenza esplode in una rabbia da consumare seduti sul divano guardando uno schermo. Il tempo di Mauro Lanza, infine, è quello attuale della guerra attorno a noi, delle stazioni nascoste di spionaggio (Numbers Stations) che trasmettono via radio messaggi cifrati mimetizzati in canzoni giocose; un tempo perennemente sotto traccia, una pratica del parlare che rinviene fugace ogni qualvolta una guerra mondiale bussa alle nostre porte.

The fluid rythm of the resonance
Si sviluppa e prende vita a partire da quello che sarà il fil rouge di tutto il pezzo. Un nucleo che con le sue molteplici e riverberanti possibilità e sfumature dà vita a grandi ed ampie fasi di tensione e distensione del materiale musicale. Nella corrispondenza tra naturale fluidità dei movimenti e tensione fisiologica del suonare, prende forma un naturale fraseggio, un grande respiro fluido che si amplia e si distende, che è prima concitato e drammatico, poi “stanco” e rarefatto, sfibrato; come la grande decadenza dopo una grande tensione, musicale, certo, ma anche emotiva ed emozionale.

Carmen Fizzarotti

In collaborazione con Azienda Speciale Palaexpo e Fondazione Mattatoio – Città delle Arti

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Informazioni

17/12/2026 - ore 20.30
Mattatoio di Roma - La Pelanda
piazza Orazio Giustiniani 4

COME ARRIVARE
Metro B Piramide
Autobus 280, 23, 30, 3, 170, 718, 719, 775
area di parcheggio per i mezzi privati

BIGLIETTI:
intero 15€
ridotto 10€ (over 65, studenti, abbonati Accademia Santa Cecilia, RomaEuropa)