Il concerto esplora le potenzialità timbriche ed espressive del connubio di sax e fisarmonica, attraverso un programma di musiche del XX e XXI secolo, alcune delle quali di recente composizione. Marcos Palombo e Umberto Turchi, entrambi formati al Conservatorio di Latina, propongono un percorso che accosta linguaggi e tradizioni differenti, dalla musica di Astor Piazzolla, in cui il tango si apre a nuove possibilità espressive, alla scrittura di autori del nostro tempo. Le composizioni in programma valorizzano le risorse tecniche e sonore dei due strumenti, mettendone in luce le affinità e i contrasti, tra ricerca timbrica, suggestioni ritmiche e richiami a tradizioni musicali popolari.
| Claudio Perugini |
Traveling on the “E" train (2025) |
| (1961) |
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| Astor Piazzolla |
Tango Études (1987) |
| (1921-1992) |
n° 3, Molto marcato e energico |
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versione per sax e fisarmonica |
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| Alessandra Ravera |
Amnésia (2010) |
| (1977) |
versione per sax e fisarmonica |
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| Astor Piazzolla |
Tango Études (1987) |
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n° 4, Lento, meditativo |
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versione per sax e fisarmonica |
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| Astor Piazzolla |
Ave Maria (Tanti anni prima) (1984) |
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versione per sax e fisarmonica |
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| Pedro Iturralde |
Suite Hellénique (1994) |
| (1929-2020) |
versione per sax e fisarmonica |
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1. Kalamatianós 2. Funky 3. Valse 4. Kritis 5. Kalamatianós (ripresa) |
Marcos Palombo sax
Umberto Turchi fisarmonica

Traveling on the “E” Train di Claudio Perugini nasce dall’idea di coniugare le sonorità del sax e della fisarmonica, capaci di rievocare il ritmo e il timbro di un antico treno in movimento. «Per associazione di idee, il brano custodisce un ideale riferimento al celebre standard jazz Take the A Train di Billy Strayhorn e Duke Ellington e alla nota improvvisazione di Michel Petrucciani. Proprio dai nomi dei protagonisti derivano le lettere-note che costituiscono la base del materiale compositivo. In particolare: E-Mi (Ellington-Michel), D (Duke), B (Billy). Il percorso musicale si sviluppa così attraverso una serie di stazioni ideali, che si ispirano a tre liriche dell’amico Paolo Scaramella Proietti. Forse è il viaggio del treno della vita, che ci fa percorrere sentieri inesplorati e inattesi, per poi dileguarsi lontano, quasi “approssimandosi all’eternità”...» (Claudio Perugini).
I Tango Études di Astor Piazzolla sono una raccolta di sei studi composti nel 1987, originariamente per flauto solo. In queste pagine Piazzolla trasferisce sullo strumento solista il linguaggio del tango, con i suoi ritmi incisivi, le inflessioni melodiche e i contrasti espressivi, coniugando la tradizione argentina con una scrittura di grande impegno tecnico e interpretativo. I sei studi, caratterizzati da indicazioni espressive che ne delineano il carattere, esplorano differenti aspetti del linguaggio del tango. Della raccolta, successivamente adattata per sassofono e, in seguito, per sassofono e pianoforte, vengono eseguiti gli studi n. 3 e n. 4 nella versione per sax e fisarmonica.
L’Ave Maria (Tanti anni prima) è un brano dal carattere lirico e introspettivo, che rivela una dimensione più raccolta della scrittura di Piazzolla, più frequentemente associata all’energia e alle atmosfere del tango. Composto originariamente per oboe e pianoforte, nasce nel 1984 come parte della colonna sonora del film Enrico IV di Marco Bellocchio, tratto dall’omonima opera teatrale di Luigi Pirandello.
Come spiegato da Alessandra Ravera, «Amnésia nasce dal desiderio di esplorare la continuità tra l’eredità musicale del secondo Novecento e la carica energetica che anima i grandi spazi della musica elettronica di consumo attuale. La fisarmonica, attraverso il respiro del mantice, genera potenti ondate sonore plasmate dalla linea melodica del sassofono. Da una trama timbrica densa e ispirata all'emancipazione del rumore affiorano frammenti lirici, in un percorso caleidoscopico che alterna intima raffinatezza a una travolgente spinta ritmica».
La Suite Hellénique (1994) di Pedro Iturralde nasce dall’incontro tra il jazz e le sonorità della tradizione greca, rielaborate attraverso il linguaggio del compositore, sassofonista e jazzista spagnolo. L’opera, articolata in cinque movimenti, trae ispirazione dall’esperienza maturata da Iturralde durante un soggiorno in Grecia ed è presentata nella versione per sax e fisarmonica.

in collaborazione con il Pantheon e Castel Sant'Angelo - Direzione Musei nazionali della città di Roma, Museo Giacomo Manzù, Centro di Cultura Domus Danae
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