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Concerto
08/12/2026
18:00
Mattatoio La Pelanda

COIL CIRCUMAMBULATION

Descrizione

Terreno d’incontro tra linguaggi e pratiche sonore diversi, la chitarra elettrica ha ormai conquistato un posto di primo piano nel panorama musicale del nostro tempo. La bobina (coil), vero cuore pulsante dello strumento, ne evoca la dimensione circolare e quasi rituale, che ispira una sorta di danza, la circumambulation. È questa la traiettoria di un programma che attraversa i linguaggi del rock, del noise, della techno e dell’elettronica, con brani pensati per lo strumento, tre dei quali in prima esecuzione, e due originali adattamenti da Ligeti e Scarlatti.
Questi ultimi, firmati da Luca Nostro, aprono un confronto con il repertorio storico. Già nella versione originale per clavicembalo, Hungarian Rock (Chaconne) di György Ligeti è caratterizzata da una vivace dialettica tra riferimenti alla tradizione, a partire dalla forma della ciaccona, e ritmi incisivi e inflessioni che richiamano il linguaggio del rock. L’adattamento per chitarra elettrica si inserisce in questa relazione tra mondi sonori differenti, rinnovandola attraverso le possibilità timbriche dello strumento. Anche la Sonata in fa minore K 466 di Domenico Scarlatti, originariamente composta per clavicembalo, viene riletta per chitarra elettrica e nastro, aprendo la scrittura settecentesca a un diverso orizzonte sonoro.
Accanto a queste riletture, le composizioni più recenti in programma esplorano le molteplici possibilità della chitarra elettrica, tra sperimentazione timbrica, manipolazione elettronica e rielaborazione di materiali sonori provenienti da ambiti musicali diversi.

 

Michele Tadini Scenario (nuova versione* 2026)
(1964) per chitarra elettrica ed elettronica
   
György Ligeti Hungarian Rock (Chaconne) (1978) per clavicembalo
(1923-2006) arrangiamento per chitarra elettrica di Luca Nostro
   
Alessandro Francesco Ratoci Confused Idols & Sexy Killers (2018)
(1980) per chitarra elettrica e live electronics
   
Domenico Scarlatti Sonata in Fa minore per clavicembalo K 466
(1685-1757) arrangiamento e adattamento per chitarra elettrica e
  nastro di Luca Nostro
   
Vittorio Montalti Coda* (2026)
(1984) per chitarra elettrica ed elettronica
   
Mauro Montalbetti Unlikely Things* (2026)
(1969) per chitarra elettrica
   
Riccardo Nova Primes Seventeen (2010-21)
(1960) Versione per chitarra elettrica e foot shaker

 

Luca Nostro chitarra elettrica

 

*prima esecuzione assoluta

La bobina è un inviluppo. La circumambulazione è tante cose, ma è sempre un movimento circolare che sprigiona energia spirituale. Energia elettrica e spirituale che si muovono allo stesso tempo verso l’interno e verso l’esterno, delimitano il sacro antro del silenzio ed esplodono nel rumore incontenibile. Questa per me è la chitarra elettrica: un oggetto corrotto ed imperfetto, sul crinale di un equilibrio che si perde sempre. Tutti i compositori presenti in questo album, anche Ligeti e Scarlatti che non hanno scritto per chitarra elettrica, hanno affrontato un duello con il suono che non si può vincere, è persino paradossale pensare di confinarlo in una registrazione. Anche l’amplificatore, un Fender Twin Reverb Amp del 1965, è uno strumento. È stato portato a un volume inammissibile per una stanza, per incontrare la distorsione naturale dell’ambiente, come quando suonare significava controllare con le dita e a pochi centimetri un volume che doveva raggiungere decine di migliaia di persone lontane centinaia di metri e il chitarrista era un intermediario tra la potenza elettrica e l’energia rituale e circolare di chi ascoltava.
Infatti, l’amplificatore alla fine si è rotto.

Luca Nostro

Alessandro Francesco Ratoci
Confused Idols & Sexy Killers di Alessandro Ratoci rielabora l’energia grezza dei primi album dei Sonic Youth attraverso processi di decostruzione e ricombinazione sonora. Nell’arco di venti minuti, alcuni frammenti delle registrazioni della band vengono assemblati su supporto fisso in sequenze in continua evoluzione, mentre l’elettronica dal vivo interviene in tempo reale sulla chitarra elettrica. Il dialogo tra materiali preregistrati e stratificazioni elettroniche in parte improvvisate dà vita a un’interazione dinamica che trasforma i materiali preesistenti in nuove forme espressive.

 

Coda (2026), per chitarra elettrica ed elettronica, è stato scritto per Luca Nostro.
Il titolo va preso alla lettera: il brano è immaginato come la conclusione di qualcosa di più ampio, una forma di cui si ascolta soltanto la fine.
All’inizio la chitarra è usata quasi come strumento percussivo. Muovendosi tra i diversi strati di un paesaggio elettroacustico, costruito in parte su suoni di chitarra elettrica, lascia affiorare poco a poco brandelli di una gestualità più propriamente chitarristica, come se lo strumento ritrovasse la propria voce proprio quando il brano sta per chiudersi. Come spesso accade nei miei lavori, strumento ed elettronica sono pensati sullo stesso piano.

Vittorio Montalti

 

Unlikely Things
Ci sono musiche che ci accompagnano per anni, talvolta discretamente, altre volte con una certa insistenza. Il jazz, nelle sue forme classiche e d’avanguardia, e il rock appartengono, nel mio caso, a questa seconda categoria. Sono mondi musicali che ho sempre amato, frequentato e ascoltato con curiosità, senza tuttavia sentire il bisogno di riprodurne i linguaggi. Piuttosto, mi interessava assorbirne l’energia, la libertà e soprattutto quella straordinaria capacità di far convivere rigore e imprevedibilità.
Unlikely Things, composto su commissione di Luca Nostro, nasce anche da questo desiderio. Il titolo, volutamente ironico e un po’ enigmatico, allude a cose improbabili, incontri inattesi, situazioni musicali che forse non dovrebbero stare insieme e che invece, qualche volta, trovano il modo di convivere felicemente.
La composizione arriva inoltre in un momento particolare del mio percorso, nel quale ho ripreso a praticare l’improvvisazione con costanza e determinazione. Un’attività che ha attraversato più volte il mio lavoro di compositore e che ho coltivato anche con Take Off, il gruppo che ho fondato proprio per esplorare territori nei quali la scrittura e l’invenzione istantanea potessero incontrarsi, confrontarsi e, perché no, anche contraddirsi.
In Unlikely Things ho cercato di portare qualcosa di questa esperienza: non tanto una citazione di stili, quanto un atteggiamento, una disponibilità alla sorpresa, al gesto inatteso nato dall’improvvisazione. La chitarra elettrica, con la sua natura mutevole e la sua storia così ricca di contaminazioni, mi è sembrata lo strumento ideale per questa piccola avventura. E la ricca personalità musicale di Luca Nostro, capace di muoversi con naturalezza tra interpretazione e improvvisazione, ha rappresentato uno stimolo decisivo.
In fondo, il titolo suggerisce anche una piccola speranza: che in musica possano ancora accadere cose improbabili. E magari persino divertenti.

Mauro Montalbetti

 

Riccardo Nova
In Primes Seventeen (2010-2014) di Riccardo Nova, la chitarra elettrica si muove tra riff dal carattere rock e pulsazioni ritmiche regolari, in una scrittura caratterizzata dalla ripetizione e dalla sovrapposizione dei materiali sonori. Ciò contribuisce a costruire una trama in cui l’energia del gesto strumentale si combina con una ricerca sulle qualità timbriche del suono.

 


in collaborazione con Azienda Speciale Palaexpo e Fondazione Mattatoio – Città delle Arti

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Informazioni

8/12/2026 - ore 18:00
Mattatoio di Roma - La Pelanda
piazza Orazio Giustiniani 4

BIGLIETTI:
intero 15€
ridotto 10€ (over 65, studenti, abbonati Accademia Santa Cecilia, RomaEuropa)

COME ARRIVARE
Metro B Piramide
Autobus 280, 23, 30, 3, 170, 718, 719, 775
area di parcheggio per i mezzi privati