Alessandro Melchiorre, compositore, è nato a Imperia, la sua carriera si è svolta prevalentemente a Milano: qui si è laureato in Architettura al Politecnico, compiendo parallelamente gli studi di Composizione presso il Conservatorio (si diploma in seguito alla Hochschule für Musik di Freiburg im Br. con Brian Ferneyhough e Klaus Huber). La frequentazione del DAMS di Bologna (si laurea con Luigi Rognoni) è all'origine della sua produzione saggistica, che comprende scritti su Schumann, Schönberg e l'Espressionismo, Grisey, Xenakis.
A Milano ha fondato negli ann’80 la Sezione Musica Contemporanea - Civica Scuola di Musica (poi IRMus) e dal 2013 al 2016 è stato Direttore del Conservatorio di Musica G. Verdi di Milano.
Frequentato dalle principali rassegne di musica contemporanea, annovera nel suo catalogo alcuni interessanti titoli operistici come Schwelle, basata sui Sonetti a Orfeo di Rilke; Atlante occidentale e Unreported inbound Palermo (su testi di Daniele Del Giudice, dapprima in forma oratoriale allaBiennale di Venezia del 1995, poi in forma scenica come coproduzione tra Teatro Comunale di Bologna e Pocket Opera Nürnberg, menzione speciale della giuria al Prix Italia del 1996), il Minehaha di Wedekind, nella rielaborazione di Daniela Morelli (anch'esso successivamente approdato alla versione radiofonica, con Ottavia Piccolo per la RSI, 2003) e Il Violino, il soldato e il diavolo, pièce di "teatro su nero" liberamente ispirata alla Histoire du soldat di Stravinskij, scritto per il Teatro del Buratto nel 2004. Tra i suoi ultimi brani due cicli, Lost and found (per due strumenti, 2006) e gli studi dal titolo Figurazione dell'invisibile (Wien Modern 2000, Rondo Milano 2007).
Importante nella musica di Melchiorre è la presenza o l'ispirazione dell'elaborazione elettronica: in questo si vedono le frequentazioni dei Ferienkurse di Darmstadt (premio Kranichstein per A Wave) e dell'Ircam parigino (Le città invisibili, Ensemble InterContemporain-IRCAM, D. Robertson), solo per citarne due tra le più significative. Suo scopo dichiarato è quello di unire nella scrittura musicale la penna e il computer, intesi come due paradigmi, due modi di pensare la musica diversi, ma che è necessario, seppure difficile, integrare. Ha recentemente scritto Lost and found, cretto per Milano Musica 2006, Angelus novus per voce e ensemble, 2007 e Silenzio per recitante, voci e ensemble su testo di Yasunari Kawabata (Festival MiTo, 2007). Di notevole importanza l'ultima opera Il Maestro di Go, ancora su libretto -tratto dal romanzo omonimo- di Yasunari Kawabata, commissionata dall'Arena di Verona e andata in scena nell'ottobre 2008 con la regia di Elisabetta Brusa e la direzione di Yoichi Sugiyama; nel Festival MiTo 2009 ha presentato Terra incognita (seconda) per l'ensemble Risognanze diretto da Tito Ceccherini. Nel Festival Milano Musica del 2010 è stata presentata l'ultima versione di Lontanando per orchestra (Orchestra Verdi diretta da Daniel Kawka). Blue Fable per ensemble, diretto da Tito Ceccherini, è stato eseguito alla Biennale 2012. Inventario per grande orchestra (commissione Orchestra Verdi - Milano, diretto da Francesco Bossaglia) è del 2018; Unreported (versione ridotta e non scenica, ens. Icarus) del 2019; ripreso a Milano, Reggio Emilia, Bologna.
Nel Gennaio 2020 Bignamini dirige l’Orchestra Verdi nella prima di Dal buio, per grande orchestra.
Nella Biennale dello stesso anno, l’ensemble Fractales (Bruxelles) esegue in prima SoNaR, commissione del Festival.
A Traiettorie di Parma nel 2022 (ensemble Syntax), auch du su testi di Celan. Nel 2023 pubblica una collezione di suoi scritti dal titolo Testo e Suono - musica come qualcosa “che solo coi suoni si può dire”, per la LIM.
Nel 2024 scrive Microliti -ispirato alla vita e all’opera di Paul Celan, per due voci e orchestra (Orchestra Sinfonica di Milano, Joo Cho, Nicholas Isherwood, dir. Giuseppe Grazioli), ripreso successivamente nella versione per recitante (Peppe Servillo) e orchestra a Roma nella stagione di Nuova Consonanza (orchestra RomaTre, dir. Mimma Campanale)