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Concerto
20/11/2026
20:00
Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone

40 Ars Ludi

Descrizione

Il programma nasce all’insegna di un doppio anniversario: il novantesimo compleanno di Steve Reich e i quarant’anni di attività di Ars Ludi. Le tre composizioni eseguite attraversano quasi sessant’anni della produzione del compositore newyorkese e restituiscono alcune delle tappe più significative dell’evoluzione del suo linguaggio. Tre momenti, tre prospettive, tre differenti stagioni di una ricerca che ha profondamente segnato la musica del secondo Novecento e che continua ancora oggi a esercitare una straordinaria forza di attrazione su interpreti e ascoltatori.
Per Ars Ludi, il quarantesimo anniversario rappresenta l’occasione per ripercorrere la propria storia artistica, costruita attraverso la ricerca, l’esplorazione dei linguaggi della contemporaneità e il confronto con alcuni dei protagonisti della musica del nostro tempo. Tra questi, Steve Reich occupa un posto speciale: la sua musica ha accompagnato una parte significativa del percorso dell’ensemble, contribuendo nel corso degli anni allo sviluppo del suo lavoro interpretativo.
La musica di Reich si lega inoltre in modo particolarmente significativo al tema del tempo, filo conduttore del Festival. Attraverso la ripetizione, lo sfasamento progressivo e la sovrapposizione di pattern, il compositore ha contribuito a esplorare concezioni alternative del tempo musicale, allontanandosi da una rappresentazione puramente lineare del divenire sonoro.

 

Steve Reich Six Marimbas (1986)
(1936) Trascrizione per sei marimbe di Six Pianos (1973)di James Preiss
   
  Quartet (2013) per due pianoforti e due vibrafoni
   
  Sextet (1984) per percussioni e tastiere
   

 

Ars Ludi
Antonio Caggiano vibrafono e marimba
Rodolfo Rossi marimba e percussioni
Gianluca Ruggeri vibrafono e marimba
Monaldo Braconi pianoforte
Francesco Carlo Leone pianoforte e tastiere
Davide Fabrizio, Cecilia Martellucci, Martina Russo percussioni

Composto nel 1986, Six Marimbas è la trascrizione per sei marimbe di Six Pianos (1973), nata su suggerimento del percussionista James Preiss. Il brano sviluppa il caratteristico linguaggio di Steve Reich attraverso la sovrapposizione di brevi cellule ritmiche e melodiche, che progressivamente si sfasano e si ricompongono, dando origine a una trama sonora in continua trasformazione. Le figure emergono e poi si riassorbono nel tessuto contrappuntistico, mentre i cambiamenti di modo e un progressivo spostamento verso il registro acuto scandiscono l’articolazione del brano in tre sezioni. Il risultato è una musica di grande nitidezza e vitalità, nella quale la ripetizione diventa principio di trasformazione e di ascolto.

Composto tra il 1984 e il 1985, Sextet è scritto per quattro percussionisti e due tastieristi ed è articolato in cinque movimenti eseguiti senza soluzione di continuità, secondo una struttura ad arco A-B-C-B-A. Il brano sviluppa alcune delle tecniche compositive che hanno caratterizzato la ricerca di Steve Reich, dalla sovrapposizione e dallo sfasamento di pattern ritmici alla costruzione progressiva di canoni. Accanto alla dimensione ritmica, acquista rilievo la ricerca di una maggiore continuità nel suono, ottenuta mediante particolari soluzioni strumentali, come l’uso dei vibrafoni suonati con l’arco o il dialogo delle percussioni con pianoforti e sintetizzatori. Ne deriva una trama sonora nella quale ripetizione e trasformazione modificano continuamente la percezione del tempo, attraverso passaggi improvvisi e processi graduali, ambiguità metriche e differenti livelli di pulsazione. In questo contesto di trasformazione, anche la funzione dei diversi piani sonori può cambiare: un elemento che ha una funzione di accompagnamento può gradualmente emergere e assumere un ruolo melodico.

Composto nel 2013 per due pianoforti e due vibrafoni, Quartet appartiene a quell’insieme di lavori in cui Steve Reich esplora le possibilità sonore dell’incontro tra tastiere e percussioni. Il brano, articolato in tre sezioni (veloce, lenta, veloce) eseguite senza soluzione di continuità, presenta un linguaggio più complesso e mutevole rispetto a quello di molte composizioni precedenti, caratterizzato da frequenti cambiamenti di tonalità, interruzioni e introduzione di nuovi materiali. Particolarmente significativo è il movimento centrale, nel quale Reich utilizza armonie meno consuete nella propria produzione. La complessità della scrittura non si traduce tanto nella difficoltà delle singole parti quanto nella precisione richiesta all’insieme, chiamato a costruire un equilibrio mobile tra ritmi, timbri e piani sonori.




In collaborazione con Fondazione Musica per Roma

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Informazioni

20/11/2026 - ore 20
Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone - Sala Petrassi
viale Pietro de Coubertin 30

COME ARRIVARE
Metro A Flaminio + tram 2// Autobus 168, 910, 982, n3d, n3s

BIGLIETTI:
intero 15€
ridotto 10€ (over 65, studenti, abbonati Accademia Santa Cecilia, RomaEuropa)

Biografie