Federico Incardona

 

Federico Incardona (1958-2006)

Nasce a Palermo nel 1958. Rigorosamente autodidatta, individua la sua traiettoria linguistico-cognitiva nell’esplorazione serrata dell’opera mahleriana e della Seconda Scuola di Vienna. Dopo il 1977 inizia un periodo di silenzio e di stasi linguistica, dovuto al tentativo impossibile di conciliare l’estremo distruttivo pensiero di Kagel e la sublime afasia di Evangelisti con la rovente eredità dello “strutturalismo” etico-emotivo di Mahler e Webern, esemplificato in sintesi, nel presente, dalle opere di Bussotti. L’incontro con quest’ultimo prima, e con H. K. Metzger dopo, sarà decisivo per il superamento della crisi. Tra il 1980 e il 1981 scrive Avec un morne embrassement per piccola orchestra, eseguito alla Biennale di Venezia e pubblicato da Ricordi. Da quel momento affronta metodicamente l’esplorazione del pensiero dodecafonico che, partendo dallo studio dei Fünf Klavierstucke op. 23 di Schönberg, approda alla serie weberniana dell’incompiuta op. 32, fino agli esiti estremi del serialismo integrale. Negli ultimi tempi Palermo e i suoi quartieri, la “voce perduta” dei suoi adolescenti, diventano “centro experimentale del Mondo”, laboratorio privilegiato di una tentazione alla sintesi degli estremi, nella ricerca di un procedere compositivo ed umano.

 

 
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