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Concerto
05/12/2021
Trevignano Romano

Duo D'Orazio Nuti
I luoghi del suono il Festival in Regione

Descrizione

 

Igor Stravinsky (1882-1971) Suite Italienne per violino e pianoforte
   
Sofia Gubaidulina (1931) Chaconne (1962) per pianoforte
   
Luca Antignani (1976) La luna nel pozzo* (2020) per violino solo
   
Maurice Ravel (1875-1937)  Sonata n. 2 in sol maggiore per violino e pianoforte (1927)
  Allegretto
  Blues. Moderato
  Perpetuum mobile. Allegro
   

                

Francesco D’Orazio violino
Giampaolo Nuti pianoforte

 

Tra Novecento storico e lavori di oggi, il duo formato dal violinista Francesco D’Orazio e il pianista Giampaolo Nuti offre un programma che dà voce a musiche dai caratteri estremamente variegati.

La Chaconne di Sofia Gubaidulina è un classico del Novecento, uno straordinario esempio di come una scrittura moderna possa incastonarsi perfettamente su una struttura antica, facendo rivivere quest’ultima in una nuova veste. Tra le prime composizioni del suo catalogo, la Chaccone fu composta nel 1965 per Marina Mdivani, che vinse il quarto premio al Concorso Tchaikovsky. L’inizio della composizione si rifà ai modelli storici e utilizza un tema di otto battute costituito da una successione di accordi che prosegue in una serie di variazioni, ciascuna con carattere, dramma e lirismo diversi. A partire da un modello appartenente al passato la compositrice intavola una sua personalissima strada, dando vita a una musica senza età, in cui ci si stupisce della fantasia e della sapienza compositiva di ogni variazione.

La luna nel pozzo di Luca Antignani, seconda novità della serata, è ispirata a NOF4, pseudonimo di Fernando Nannetti, autore di un ciclo di graffiti realizzati durante un periodo di reclusione nell’ospedale psichiatrico di Volterra, oggi considerato un’opera rappresentativa dell’Art Brut. Il brano ha una struttura variata che parte da un gesto iniziale molto comunicativo e si sviluppa attraverso parti concatenate magistralmente tra loro in un graduale intensificarsi della tensione virtuosistica. Come spiegato dal compositore, «dopo Nubifragiche ombrose, per fisarmonica e trio d’archi, La luna nel pozzo è il secondo lavoro dedicato a NOF4 e ispirato ai graffiti dai lui realizzati nel corso di vent’anni sui muri dell’ospedale psichiatrico di Volterra. Questa nuova composizione intende esplorare il potenziale tecnico del violino e proporre una nuova tecnica esecutiva (arco con crini lenti) che, alla stregua della viella medioevale, consente di suonare più corde contemporaneamente ed ottenere quindi una maggiore pienezza armonica. Il pezzo è costruito come una sorta di mosaico cubista, i cui tasselli generano trame apparentemente indipendenti che in realtà si intersecano ed interagiscono in modo sorprendente» (Luca Antignani).

La Sonata di Maurice Ravel rappresenta uno dei capisaldi della letteratura per violino e pianoforte di ogni tempo. Articolata in tre movimenti, fu interessata da un processo compositivo piuttosto lungo e travagliato, iniziato nel 1923 e terminato solo nel 1927, a seguito di numerose interruzioni. A proposito della composizione, Ravel ebbe modo di spiegare come avesse voluto sottolineare l’indipendenza delle due parti strumentali: «Mi sono imposto questa indipendenza scrivendo una Sonata per pianoforte e violino, strumenti essenzialmente incompatibili, e che, invece di equilibrare i loro contrasti, mettono qui in evidenza proprio questa incompatibilità» (Maurice Ravel, Esquisse autobiographique in «Revue Musicale», Parigi, dicembre 1938). La Sonata inizia con un poetico Allegretto per passare alle sonorità blues del secondo movimento e finire in un trascendentale moto perpetuo. In questa organizzazione i due strumenti impiegati si fanno portavoce di atmosfere timbriche e di mondi sonori ben diversificati, in una successione variegata di ambientazioni.

 

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Informazioni

Trevignano Romano - Sala Consiliare
piazza Vittorio Emanuele III n. 1

ore 18

Biglietto: 10 €