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Segnaliamo la trasmissione radiofonica del concerto inaugurale del 52° Festival di Nuova Consonanza

Sabato 6 agosto - ore 22.00 andranno in onda su Radio3 Rai


UN EROE* opera in un atto per soprano, baritono, tenore ed ensemble
testo di Renata M. Molinari, musica di Daniele Carnini

LA TREGUA DI NATALE* per soprano, tenore, ensemble ed elettronica
da un’idea di Dimitri Scarlato e Sandro Cappelletto

testo di Sandro Cappelletto, musica di Dimitri Scarlato

IL GRANDE BALIPEDIO* per soprano, voce narrante, coro maschile ed ensemble
testo liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Carlo della Corte, musica di Paolo Porto

 

Sandro Cappelletto voce narrante
Marta Vulpi soprano
Gianluca Bocchino tenore
Luca Bruno baritono

Vittorio Pavoncello regia
Petit Paon scenografia

Roma Tre Orchestra Ensemble
Arturo Viola clarinetto, Andrea Puccetti corno, David Simonacci violino, Marco Simonacci violoncello, Andrea Montori percussioni, Andrea Feroci pianoforte

Coro Claudio Casini
Luca Fortunati, Gabriele Giorgi, Lorenzo Gontrani, Antonio Faieta, Stefano Macioce tenori, Giulio Coli, Carmelo Autolitano, Daniele Magrelli, Giorgio Sciò bassi

Enrico Marocchini direttore
Stefano Cucci direttore del coro


*prima esecuzione assoluta


Per gli Italiani la Prima guerra mondiale è stata davvero ‘la guerra giusta’ – spiegano gli autori -. L’odonomastica, la scienza che sopraintende ai nomi delle strade, è impietosa: interi quartieri delle nostre città sono dedicati a monti e altopiani dove tutta la gioventù d’Italia, fino ai diciassettenni, andò a farsi trucidare tra una trincea e un’altra per guadagnare pochi metri di sacro suolo (sacro per noi, sacro per il nemico). Ci sono voluti almeno cinquant’anni, una dittatura, una nuova guerra mondiale, una guerra fredda, per cominciare ad accettare che la guerra fondativa della nazione italiana era stata – né più né meno delle altre – piena di incertezze, di divisioni, di personali tragedie di cui la propaganda non sapeva che fare e che ci nascose. Il processo è lungi dall’essere terminato”.
La guerra giusta
è dunque la riflessione su vari aspetti, tutti universali, della guerra di cento anni fa, attraverso tre lavori di teatro musicale, molto diversi per carattere e per forma, e anche per ambientazione: Un eroe si situa nel teatro di guerra in un tempo poco successivo al conflitto, prendendo lo spunto da una situazione comune per farne un apologo sul male e sulla fiducia nei rapporti umani; La tregua di Natale narra la ripercussione, cento anni dopo, delle vicende belliche nella storia d’amore tra un uomo inglese e una donna tedesca, sullo sfondo di un dramma del tutto contemporaneo; la visione raccontata dal Grande balipedio è ambientata proprio sul fronte, appunto nel cuore del «grande balipedio» (ossia un poligono per artiglieria, e per metafora il fronte tutto).

 
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