D’Amico Matteo

Formatosi a Roma, sua città natale, Matteo D’Amico è presente dall’inizio degli anni ’80 in tutte le più importanti manifestazioni italiane di musica contemporanea, e all’estero in sedi prestigiose quali Parigi, Atene, Praga, Madrid, Londra, Mosca, Tokyo, etc. I suoi lavori sono stati interpretati, tra gli altri, da D. Dorow, G. Sinopoli, R. Alessandrini, D. Gatti, M. Devia, C. Rovaris, A. Pappano, V. Jurovski, l’Hilliard Ensemble, etc.
La sua opera si rivolge soprattutto all’esplorazione dei rapporti fra musica, poesia, teatro e danza: da ricordare in tal senso i cicli di lavori sulle opere di Stéphane Mallarmé (tra cui L’Azur, 1988), Torquato Tasso (tra cui Rime d’amore, 1998, diretto da G. Sinopoli) e W.H.Auden (The Entertainment of the Senses, 2005, Auden Cabaret, menzione speciale al Prix Italia 2006), nonché la sua esperienza nel campo della musica sacra, dove spicca lo Stabat Mater su testi sacri e di Vincenzo Consolo (1999). Ha composto per il teatro musicale, fra le altre, le opere Amin (1996), Farinelli, la voce perduta (1996), Dannata epicurea (2004), Lavinia fuggita (2004), Patto di sangue (2009), Le Malentendu (2009); per la danza i balletti Mascherata Veneziana (1993), La Ronde (1995), Animae Corpus (1999).
Dal 1997 al 2000 è stato direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana, e dal 2000 al 2002 direttore artistico del Teatro Comunale di Bologna.
Dal 2006 è Accademico di Santa Cecilia, dal 2010 vicepresidente dell’Accademia Filarmonica Romana.

 

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