Giuseppe Scotese: Scritti musicali

Giuseppe Scotese: scritti musicali
a cura di Giovanni D’Alò e Silvia D’Augello
Lucca, LIM, 2019

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La pubblicazione Giuseppe Scotese: scritti musicali, a cura di Giovanni D’Alò e Silvia D’Augello raccoglie  gli scritti di Giuseppe Scotese pubblicati su riviste non più esistenti o su volumi usciti fuori produzione, o di difficile reperibilità, insieme a scritti inediti provenienti dall’archivio presso la Biblioteca di Storia della musica dell’Università La Sapienza di Roma e alla trascrizione di alcune lezioni-concerto che rendono conto del suo efficace metodo didattico.
Una produzione saggistica che integra la sua attività di pianista condotta nell’arco di quasi cinquant’anni (1957-2006), facendo emergere la figura di un interprete-intellettuale che riflette sui testi musicali che il suo campo di studi gli offre, sul rapporto tra musica e storia, sull’evoluzione dei linguaggi, delle forme e della tecnica, sul ruolo dell’interprete e sulla didattica.
Argomenti che Scotese affronta anche in virtù di una personalità poliedrica che lo ha visto impegnato, oltre che come concertista, come autorevole didatta (è stato titolare della cattedra di Pianoforte principale al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma), come compositore (i suoi Tre Studi sono stati pubblicati nel 1996 da Ricordi con una prefazione del compositore Aldo Clementi) e come operatore musicale (è stato presidente dell’associazione Nuova Consonanza per due mandati ed ha fondato e diretto il festival Officina Musicale dell’Altopiano delle Rocche).
Una pluralità di contesti che si ritrova nei suoi interventi saggistici e critici, che hanno per oggetto principale il repertorio pianistico da lui frequentato, in cui si possono distinguere quattro ambiti: 1) quello del repertorio tradizionale comprendente i capisaldi della letteratura pianistica classica, in particolare Bach, Mozart, Beethoven, Schumann e Brahms; 2) la riscoperta di composizioni poco note dell’età barocca, come le Sonate di Giovanni Benedetto Platti che Scotese propose in concerto e incise su disco in prima mondiale, oltre ad averne curato la revisione; 3) la promozione di autori del Novecento storico, con particolare riferimento alla seconda scuola di Vienna (Schönberg, Berg e Webern), Ferruccio Busoni e Charles Ives; 4) la promozione della musica contemporanea, dalla Scuola di Darmstadt in poi, anche attraverso prime esecuzioni assolute e prime esecuzioni italiane. In questo senso Scotese rappresentò un punto di riferimento per compositori come Aldo Clementi, Ivan Vandor, Francesco Pennisi, Giacinto Scelsi, Franco Evangelisti, Alessandro Sbordoni, Franco Donatoni e molti altri che spesso gli hanno dedicato i loro lavori. Fondamentale anche il rapporto personale che Scotese istituì con i compositori, occasione privilegiata per scambi di idee, confronti e talvolta reciproche influenze.
 
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